Per la cura dei tumori al seno nasce BEACON, Campania, Basilicata e Puglia collegano tre Irccs – Pascale, Crob e Giovanni Paolo II – per portare cure oncologiche vicino alle pazienti.
Napoli. «La qualità delle cure non può dipendere dalla geografia. Mettere in rete tre centri di eccellenza del Mezzogiorno significa permettere alle pazienti di ricevere trattamenti di alto livello vicino a casa, evitando i costi umani ed economici dei viaggi della speranza».
Lo dice Michelino De Laurentiis, capo dipartimento della Senologia dell’Istituto dei tumori di Napoli e coordinatore del progetto insieme agli oncologi Roberta Caputo e Francesco Nuzzo.
Ridurre i viaggi della speranza e portare cure oncologiche di qualità più vicino alle pazienti. Con questo obiettivo nasce BEACON, il progetto che mette in rete tre centri di eccellenza del Mezzogiorno nella cura del tumore al seno: l’Irccs Pascale di Napoli, il Crob di Rionero in Vulture e il Giovanni Paolo II di Bari.
«La prossima tappa – spiega il direttore generale del Pascale Maurizio di Mauro – sarà la sperimentazione operativa nella rete A.M.O.Re. Se il modello dimostrerà la sua efficacia potrà diventare un riferimento anche per altre realtà del Paese, contribuendo a ridurre le disuguaglianze territoriali e a portare cure oncologiche di qualità sempre più vicino alle pazienti».
Ogni anno circa 67 mila pazienti oncologici sono costretti a spostarsi fuori regione per ricevere cure adeguate, affrontando lunghi viaggi, costi elevati e un forte impatto emotivo per le famiglie.
Il programma, promosso da Novartis con il supporto di IQVIA, nasce da un’idea dell’ex direttore dell’Istituto dei tumori di Napoli Attilio Bianchi nell’ambito dell’Alleanza Mediterranea Oncologica in Rete (A.M.O.Re.). L’obiettivo è creare una rete clinica stabile tra i centri coinvolti, fondata sulla condivisione delle competenze, dei dati clinici e sull’utilizzo di strumenti digitali e di telemedicina.
Il modello si ispira ai principi della Value Based Health Care, un approccio che misura il valore delle cure non solo in base alle prestazioni erogate ma anche agli esiti clinici, alla qualità della vita e all’esperienza delle pazienti.
Nel progetto saranno introdotti specifici indicatori per valutare cinque momenti chiave del percorso oncologico: screening e diagnosi precoce, trattamento chirurgico, esiti oncologici, gestione degli effetti delle terapie e qualità della vita.
Un ruolo centrale sarà affidato anche alla figura del case manager, la sfida è rilevante anche alla luce dei numeri della malattia: in Italia oltre 925 mila donne convivono con una diagnosi di tumore al seno e ogni anno si registrano più di 53 mila nuovi casi.

Tumori al seno, Michelino De Laurentiis: “La qualità delle terapie non può dipendere dalla geografia”
Tumori al seno, Michelino De Laurentiis: “La qualità delle terapie non può dipendere dalla geografia”
