In Campania mancano 643 medici di medicina generale
La medicina territoriale in Italia è a un punto di non ritorno. A lanciare l’allarme è il Sindacato Medici Italiani (SMI) che in Campania è presieduto dal dottor Giovanni Senese.
«Il medico di medicina generale rischia di diventare un ricettificio», lo dice Senese nel talk “Medicina generale in Campania tra crisi, carenze e futuro da riscrivere” organizzato da Impresa Italiana con Gaetano Fioretti.
Secondo gli ultimi dati della Fondazione Gimbe, la carenza nazionale ha superato i 5.700 Medici
di Medicina Generale. La Campania emerge come una delle realtà più critiche: al 1° gennaio 2025 mancano già 643 medici, e la situazione è destinata a peggiorare drasticamente. Entro il 2028 sono previsti altri 1.147 pensionamenti nella sola regione, un esodo che mette a serio rischio la tenuta dei servizi. Giovanni Senese, Segretario Regionale SMI, denuncia un carico di pazienti ormai insostenibile, che mina la qualità dell’assistenza e la salute dei cittadini.
Al centro della polemica l’Accordo Integrativo Regionale (A.I.R.) di ottobre 2025, definito dallo SMI “capestro” e illegittimo poiché in contrasto con l’Accordo Collettivo Nazionale. Per il sindacato, l’A.I.R. configura un potenziale danno erariale, motivo per cui è stata richiesta alla Regione la sospensione immediata.
Lo SMI rivolge un appello diretto al neo-eletto Presidente Fico: è urgente riscrivere un accordo che metta al centro il cittadino e restituisca dignità alla professione. Senza un cambio di rotta, i medici sceglieranno contesti lavorativi meno logoranti, lasciando i campani senza assistenza primaria.
La Campania deve farsi promotrice di un modello che riduca il burnout e renda nuovamente attrattiva la Medicina Generale, prima che sia troppo tardi.

