Decreto Sicurezza, avvocato Gragnaniello: “Governo ama incarcerare ma non ama le carceri”

L’avvocato Giuseppe Gragnaniello boccia in modo netto il Decreto Sicurezza: “In attesa di un pronunciamento da parte della Corte Costituzionale”

Napoli. Il Decreto Sicurezza, Decreto Legge numero 48 dell’11 aprile 2025 è stato convertito in Legge il 9 giugno 2025, n. 80. Diversi i temi toccati. Lotta a terrorismo e criminalità organizzata, lotta all’usura, occupazione di case, tutele per forze dell’ordine, carceri e centri migranti, proteste in piazza, blocchi ferroviari e tanto altro. Ma le polemiche sono state tantissime ed anche la Cassazione ha evidenziato alcuni dubbi su diversi punti. Le opposizioni in parlamento hanno parlato addirittura di deriva autoritaria ma è effettivamente così?

«Secondo me per certi aspetti si può parlare di deriva autoritaria, vi è l’introduzione di molti reati volti alla repressione della libertà di manifestazione e questo non è ammissibile in uno stato democratico a meno che non si tratti di manifestazioni che possono ledere in modo grave ma non è questo il caso. Pensiamo al blocco ferroviario utilizzando il proprio corpo, e non utilizzando armi o oggetti atti ad offendere. In questo caso si parla di resistenza passiva, se viene bloccata anche la libertà di manifestare attraverso il proprio corpo si parla di deriva autoritaria».

Lo dice l’avvocato Giuseppe Gragnaniello intervenuto al talk “Decreto Sicurezza e l’accusa di deriva autoritaria” di Impresa Italiana con Gaetano Fioretti. (Il talk integrale è disponibile cliccando sopra e qui)

Con questo decreto si trasforma in reato ciò che prima era un mero illecito amministrativo.

«Mi dispiace deludere chi ci ascolta ma non vedo elementi positivi in questo decreto, vedo che questa normativa è il prodotto di un Governo che ama incarcerare ma non ama le carceri. L’introduzione di nuove fattispecie criminose ha l’effetto di favorire l’incremento della popolazione carceraria all’interno di un contesto che è assolutamente già degradato – afferma l’avvocato Gragnaniello – La costituzione vuole che la pena non leda il principio di umanità ma si pensi che Gianni Alemanno, che di certo non è un personaggio di sinistra, si è formalmente lamentato delle condizioni in cui versa lui ed i suoi compagni all’interno del carcere».

«Si introduce un nuovo reato in caso di rivolta all’interno di uno istituto penitenziario sanzionando anche in caso di resistenza passiva, cosa che non c’è mai stato nell’ordinamento penale. Non è possibile criminalizzare la resistenza passiva, una non azione, un non atto – dice l’avvocato penalista – Atteso che le condizioni delle carceri sono disastrose bisognerebbe distinguere la protesta legittima da quella illegittima. Chi è in galera e vede che le sue condizioni siano inumane ha il diritto di protestare?».

Secondo l’avvocato Gragnaniello «si criminalizza a 360° la protesta nel carcere anche quando questa è connotata da una mera resistenza passiva. Il Governo avrebbe dovuto porre attenzione a migliorare le condizioni nelle carceri invece di criminalizzare proteste che potrebbero anche essere legittime. L’attenzione del Governo doveva spostarsi sulle condizioni di umanità delle carceri non buttare la croce su una popolazione carceraria che sconta ed è vittima di condizioni carcerarie talvolta disumane».

«Il Governo con questo decreto ha compiuto un miracolo mettendo tutti d’accordo, magistratura e camere penali non si parlavano da anni ma oggi, avvocati e magistrati, sono d’accordo nel dire che questo decreto è solo uno spot elettorale che non apporta alcun miglioramento delle effettive condizioni di sicurezza sociali. Anche all’interno degli ambienti universitari il decreto è riuscito a mettere d’accordo il 99% dei professori di diritto penale» dice il penalista durante il talk.

Secondo l’avvocato le nuove fattispecie criminose non devono essere introdotte nell’ordinamento tramite un decreto legge, che è un atto normativo espressione di una parte politica e non un atto normativo condiviso da tutto il parlamento: «Le norme incriminatrici devono essere quanto più possibile frutto di una normazione condivisa tra maggioranza e opposizione, tra l’altro mi sfuggono le ragioni di necessità ed urgenza per le quali si è arrivati ad introdurre nuovi reati con la decretazione d’urgenza».

«Inoltre pensiamo a quanto sancito per la cannabis light che non ha un’efficacia drogante e mi chiedo perché equiparare questa cannabis light alle sostanze psicotrope – conclude Gragnaniello – Tutte le infiorescenze di cannabis sono diventate illegali a prescindere dal loro contenuto di THC. Il costo sociale di questa operazione è a danno di questi imprenditori ma sicuramente ci saranno delle moratorie in attesa di un pronunciamento da parte della Corte Costituzionale che sicuramente ci sarà».

www.impresaitaliana.net

Decreto Sicurezza, avvocato Gragnaniello: “Governo ama incarcerare ma non ama le carceri”

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