Ancora fumi nella Ramoil ma l'azienda chiarisce: “E' solo vapore”

Cittadini allarmati dai fumi della Ramoil visibili a distanza, il direttore generale dell’impianto informa che non sono fumi inquinanti

Casalnuovo di Napoli. «Come sempre in queste serate molto umide, il vapore che viene emesso dalle torri di raffreddamento acqua è particolarmente evidente. Trattasi, però, di solo vapore acqueo e niente di più».

Lo chiarisce in modo netto il dottor Guido Verde, direttore generale della Ramoil, sentito dopo che ieri sera, intorno alle 21, alcuni cittadini residenti nei pressi dell’impianto si sono allarmati alla vista della enorme colonna di fumo bianco.

«Il vapore evidente dalle torri evaporative è vapore acqueo, non fumi inquinanti, formato dal raffreddamento dell’acqua tramite evaporazione: l’acqua calda a contatto con l’aria cede calore, evaporando, e questa umidità si condensa in microscopiche goccioline (la “fumana”) appena esce e si mescola con l’aria esterna, diventando più visibile (e a volte creando ghiaccio) con temperature basse, specialmente d’inverno – afferma ancora il dottor Verde – Questo processo è naturale e fondamentale per l’efficienza delle torri evaporative, che dissipano calore industriale».

Bene il chiarimento del direttore generale che è sempre pronto a rispondere ai dubbi della comunità, resta però una questione politica, oltre che chiaramente ambientale, che riguarda l’impianto in questione. La Ramoil è “un’azienda a rischio incidente rilevante di soglia inferiore”, a fare i controlli dovrebbe essere la Regione Campania. L’azienda RIR (Rischio Incidente Rilevante di soglia inferiore) si trova al centro di una popolosa frazione di Casalnuovo di Napoli, Tavernanova, a pochissima distanza da centri di interesse come scuole e chiese.

Ad onor del vero bisogna dire che la Ramoil si è insediata anni fa sul territorio, prima della speculazione edilizia che ha prosciugato i sette chilometri quadrati casalnuovesi. Da un lato bisognerebbe chiedersi come è possibile che vi siano case strettamente confinanti all’impianto e dall’altro sarebbe il caso di iniziare a domandarsi, con serietà, se nei prossimi vent’anni si vuole continuare ad avere un’azienda a rischio incidente rilevante al centro della città. Ma con il prossimo Piano Urbanistico Comunale avremo un’idea, almeno nella fase dell’adozione, di che impronta si vuole dare alla città nei prossimi anni.

Con onestà intellettuale ci si dovrebbe chiedere se è il caso di sollevare la questione a sei mesi dalle prossime elezioni comunali. Se non si rischia di innescare il solito teatro politico da cui i cittadini scappano, come dimostra la bassissima affluenza alle urne per le ultime elezioni regionali in Campania. Giornalisticamente non si poteva fare altrimenti, i fumi c’erano. La comunità intorno all’impianto era allarmate come il 27 aprile scorso e la Ramoil ha nuovamente risposto. Per ora va bene così, i cittadini continuano a monitorare e nei prossimi giorni racconteremo eventuali evoluzioni.

www.impresaitaliana.net

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