Salvatore Miele: “La congestion fee è un indennizzo, un passo in avanti importante”
Napoli. Settore sempre più professionale, scelte tecnologiche essenziali, intelligenza artificiale centrale nella logistica del futuro e tratte sempre più brevi a favore del lavoro intermodale. Questo il quadro nitido della logistica del futuro rappresentato da Salvatore Miele, storico imprenditore del settore che con la sua Vincenzo Miele Autotrasporti a febbraio 2027 festeggerà 80 anni di attività.
Il settore autotrasporti sta cambiando radicalmente, prima era l’autista che cercava l’azienda di trasporti ora si è capovolta la situazione. E’ un lavoro sacrificato, con i tempi di guida e di riposo stringenti considerando che dopo 9 ore l’autista deve fermarsi 11 ore. La sfida dei prossimi anni è senz’altro da ricercare proprio nella fidelizzazione del personale.
«Ci sarà un altro momento di crisi ed è indispensabile iniziare a pensare che l’autista fa un lavoro usurante e non può arrivare a 67 anni su un camion – afferma Salvatore Miele – E’ impensabile che una persona oltre i 60 anni possa stare 9 ore su un camion, a mio avviso un autista dovrebbe andare in pensione massimo a 60 anni. Alcuni sindacati stanno iniziando a parlarne, vediamo cosa succede».
Intanto dal primo gennaio 2026 anche nei porti di Napoli e Salerno sarà applicata la congestion fee, un risarcimento dei tempi di attesa di carico e scarico all’interno dei terminal aeroportuali d’Italia, ammonterà ad un importo variabile tra i 70 ed i 100 euro a contenitore che saranno pagati dal committente.
«Si è raggiunto questo traguardo grazie ad un accordo tra associazioni datoriali del settore, la congestion fee era già realtà nel porto di Genova, La Spezia, Livorno, Trieste, Venezia, Ancona e dal 1 gennaio 2026 anche Napoli e Salerno – continua Miele – E’ positiva per un solo motivo, un indennizzo ai tempi morti. In realtà non si riesce neanche ad indennizzare tutto ma da 0 a 100 è un passo in avanti».
«Le tratte si ridurranno sempre di più favorendo il lavoro intermodale, difficilmente un camion farà i chilometri che si facevano prima. Trent’anni fa un camion in 5 anni faceva un milione di chilometri, oggi se un mezzo ha 500 mila chilometri è già tanto. I miei automezzi fanno tra 80 mila e 120 chilometri all’anno – dichiara Salvatore Miele che con la sua azienda ha 130 automezzi e 300 semirimorchi – Nel futuro? Ci sarà maggiore professionalità e l’intelligenza artificiale sarà centrale, non è pericolosa ma è un’evoluzione e quindi inutile ostacolarla perché ci passerebbe davanti. L’unica cosa che mi auspico è che l’AI venga usata per facilitare il lavoro. Sarà il futuro, la nostra vita sarà sempre più tecnologica».

