Federconsumatori fa bilancio delle conseguenze della protesta degli autotrasportatori
Roma. «Protesta estrema ma giusta nelle ragioni che però ha causato ripercussioni per i cittadini che hanno dovuto fare i conti con scaffali vuoti, prezzi di prodotti al rialzo, mancanza di disponibilità dei carburanti e autostrade bloccate. A farne le spese sono anche le imprese agricole con merci ferme e, talvolta, condannate a finire nella spazzatura».
Così Federconsumatori che in una nota snocciola il bilancio delle conseguenze della protesta degli autotrasportatori: «Non possiamo condividere, però, le modalità della protesta a oltranza, che ha messo in ginocchio metà Italia, tra l’altro violando quanto disposto dal codice di autoregolamentazione in materia».
L’associazione a tutela dei consumatori invita le autorità competenti, dalla Guardia di Finanza all’AGCOM, a verificare che in questa fase non si mettano in atto rincari ingiustificati.
«Il Governo, con grave ritardo, ha finalmente deciso di ascoltare le ragioni degli autotrasportatori, promettendo provvedimenti tesi a calmierare il costo dei carburanti (che comporta rincari sulla determinazione dei prezzi finali dei beni di largo consumo, trasportati per oltre l’86% su gomma) – continua Federconsumatori – Ma sarebbe anche ora che si decidesse a dare risposte concrete ai cittadini sul caro carburante, sul caro energia, sul caro-alimentari. Le famiglie vivono una situazione sempre più complessa, fatta di rinunce e tagli, persino su beni irrinunciabili come energia e cibo».
Le misure concrete proposte da Federconsumatori sono le seguenti:
- L’adozione di un meccanismo di accise mobili adeguato e in grado di attivarsi tempestivamente, quando necessario.
- Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali (con un risparmio che l’O.N.F. ha calcolato pari a oltre 6000 euro annui a famiglia).
- Un bonus energia più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia.
- La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili.
- Monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti.
- Una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, quelli colpiti più duramente da queste dinamiche.
- La definizione di una reale tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche (e non solo).
- Redistribuire ai cittadini, lavoratori e pensionati, il fiscal drag.


