Napoli, Greenpeace: “Informazioni sul clima censurate”

Domenica a Napoli Greenpeace ha proiettato il trailer de “Il prezzo che paghiamo” per accendere un faro sulla crisi climatica

Domenica scorsa, in Largo San Giovanni Maggiore a Napoli, è stato proiettato a sorpresa il trailer del documentario “Il prezzo che paghiamo”, prodotto da Greenpeace Italia e da ReCommon per denunciare la mancanza di dibattito in Italia sulla crisi climatica e sulle conseguenze degli eventi metereologici che secondo l’associazione ambientalista sarebbero causati dalle compagnie dei combustibili fossili con la complicità di governi compiacenti.

«É necessario rompere al più presto quel patto di potere fra aziende fossili, politica e media che impedisce al nostro Paese un vero impegno nella riduzione delle emissioni e nella transizione verso le energie rinnovabili – dichiara Simona Abbate di Greenpeace Italia – Non possiamo più perdere tempo, la crisi climatica influenza sempre più pesantemente le nostre vite ed é fondamentale che se ne parli di più e in modo corretto. Ne va del nostro presente e del nostro futuro».

Con il documentario, regia di Sara Manisera di Faida Collective, l’associazione ambientalista «racconta quali sono le conseguenze su tutte e tutti noi dell’inazione climatica dei governi e dell’avidità di compagnie fossili che, pur conoscendo da decenni la pericolosità delle loro attività per il clima del pianeta, continuano a ignorare gli allarmi della comunità scientifica».

Secondo gli ultimi dati del rapporto annuale su media e clima, realizzato dall’Osservatorio di Pavia per Greenpeace Italia, la crisi climatica e le conseguenze degli eventi climatici estremi trovano sempre meno attenzione sui principali giornali e telegiornali in Italia, al punto che nel 2024 le notizie dedicate al clima hanno registrato un calo del 47% sui quotidiani (con una media di appena un articolo ogni due giorni) e del 45% sui telegiornali (in media un solo servizio ogni dieci giorni) rispetto al 2023.

Di contro, si é assistito a un aumento delle pubblicità delle aziende inquinanti sui quotidiani (1.284, contro le 1.229 del 2023). Nel racconto mediatico sono inoltre prevalse le preoccupazioni per l’impatto economico delle politiche climatiche rispetto alle conseguenze ambientali del riscaldamento globale.

Napoli, Greenpeace: “Informazioni sul clima censurate”

www.impresaitaliana.net

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