Stop alla Movida a Napoli, Confesercenti: “Provvedimento sbagliato”

Il presidente di Confesercenti Napoli e Campania sull’ordinanza anti movida: “Gli esercenti andrebbero sostenuti non limitati”

Napoli. «Riteniamo che questo provvedimento sia assolutamente sbagliato perché in questo modo si contrae l’economia delle attività commerciali e solo a causa di alcuni limiti o incapacità. La verità, infatti, è che non si riesce a controllare la città tutelando le persone perbene, non si educano i giovani a vivere in modo civile rispettando la propria città, non vengono garantite aree urbane, esistenti in ogni parte del mondo, in cui i giovani possono incontrarsi per bere qualcosa dopo dure giornate di lavoro o di studio, per svagarsi o chiacchierare. Alla fine chi ne paga dazio? Le attività commerciali».

Queste le parole di Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Napoli e Campania e vicepresidente Nazionale con delega al Mezzogiorno, che commenta l’ordinanza del comune di Napoli che va a regolamentare la movida al centro storico e prevede limitazioni categoricamente bocciate dall’associazione datoriale che auspica dialogo con comune e cittadini per trovare soluzioni diverse.

Bar ed esercizi dalle 22 non potranno più offrire asporto e all’1.30 dovranno obbligatoriamente chiudere.

«Evidenti ripercussioni e danni importanti per le loro casse, con questa ordinanza si accontenta solo una parte di residenti che in passato si lamentavano della desolazione delle stesse aree, spesso preda di prostituzione e delinquenza ed ora rinate anche grazie all’insediamento delle attività di ristoro – continua Schiavo – Sono gli stessi cittadini che non vedono nel commercio un’opportunità per la città ma solo uno sfruttamento di essa. Non è affatto così, non c’è un arricchimento sulle spalle del centro storico. Le nostre attività andrebbero invece tutelate, dal momento che sono in costante sofferenza».

Il presidente Vincenzo Schiavo auspica, in ogni caso, la ricerca di soluzioni condivise, anche facendosi portatore di alcune proposte: «Abbiamo rispetto delle ragioni dei residenti, ma ci sono anche quelle degli esercenti: per questo motivo credo che sia necessario avere un confronto più diplomatico e più democratico per poter contemperare gli opposti interessi. In alcune aree della città sarebbe opportuno, come abbiamo più volte chiesto al Comune, ampliare le zone commerciali, per esempio nel Porto o nel Centro direzionale, in modo da poter far crescere ivi altre aree commerciali, dove i giovani, i ragazzi e le famiglie possono intrattenersi anche di notte lungo la strada e presso i locali».

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