Il presidente di Unimpresa riprende l’invito di Papa Leone che richiama a responsabilità sociale di tutti
Roma. «Lo sviluppo economico deve ritrovare una dimensione etica, una visione più ampia. Non possiamo immaginare crescita duratura senza coesione sociale. Non possiamo parlare di competitività se intere fasce della popolazione rimangono indietro».
Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, in occasione del pranzo condiviso da Papa Leone con oltre mille persone nell’Aula Paolo VI. Per il presidente dell’associazione di categoria le parole del Papa richiamano alla responsabilità tutti coloro che hanno ruoli pubblici e che operano nel mondo dell’economia.
«Noi imprese non siamo osservatori neutrali. Siamo parte di un tessuto sociale che vive contraddizioni profonde: nuove povertà che avanzano in silenzio, territori che perdono servizi essenziali, famiglie che fanno fatica a sostenere spese fondamentali – afferma Longobardi – Il gesto del Papa, così sobrio, ci ricorda che la comunità si tiene insieme con attenzioni concrete. E che la responsabilità sociale non è un obbligo imposto dall’alto, ma un dovere che ciascun attore economico, grande o piccolo, deve assumere con serietà. Le imprese hanno la possibilità, e direi anche il compito, di contribuire a un Paese più giusto, più equilibrato, più attento alle fragilità».

Unimpresa, Longobardi: “Lo sviluppo economico deve ritrovare una dimensione etica”
