Ludovico Abbaticchio, presidente nazionale Smi, tuona contro il decreto sulle liste di attesa varato dal Governo
Bari. «Il decreto sulle liste di attesa che questo Governo ha varato dicembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 gennaio 2026, fino ad oggi non ha prodotto nessun risultato concreto».
Così Ludovico Abbaticchio Presidente Nazionale dello SMI che continua: «Mancano piattaforme nazionali in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale che si caratterizzino come un servizio unico di verifica e di risoluzione delle richieste che arrivano alle aziende sanitarie. Quello che sta nascendo, invece, in Puglia è un tentativo corretto sul piano istituzionale per tentare di offrire un servizio migliore al cittadino, ma il tutto deve partire da un miglioramento organizzativo e di prestazione d’opera che guardi in maniera forte al SSN pubblico».
Il presidente nazionale del Sindacato Medici Italiani (Smi) chiede personale amministrativo e socio sanitario più preparato e formato ed un programma di assunzioni nel settore per migliorare l’offerta dei servizi alle persone e ridurre le liste di attesa.
«Le idee e le proposte presentate dal Presidente della Puglia, Antonio Decaro, illustrate a margine della riunione di oggi della Conferenza Stato-Regioni, necessitano una grande attenzione e, a nostro avviso, possono essere un modello per le altre regioni – contina Abbaticchio – I tagli sulla spesa sanitaria avvenuti nell’ultimo ventennio e l’a assenza di investimenti sulla medicina di prossimità, come ad esempio l’assistenza del malato cronico a domicilio e il rafforzamento del servizio 118 e della continuità assistenziale, hanno trasformato gli ospedali e i pronto soccorso assi esclusivi del sistema di assistenza pubblica. Paghiamo lo scotto di una totale fragilità fra la politica che non dà indirizzi adeguati e la gestione del sistema sanitario pubblico».
«L’aumento della povertà ad esempio, la differenza di finanziamenti tra le regioni e le varie realtà territoriali esistenti hanno sempre indebolito il servizio pubblico. Si creano così le condizioni affinché chi può attendere o pagare aspetta o paga, chi non può pagare si affida ai professionisti del Servizio Sanitario Nazionale (ai Pronto Soccorso, al 118, ai medici di medicina generale e ai pediatri) professionisti che risultano essere già fortemente oberati dalla burocrazia e delle note AIFA» afferma il presidente dello Smi.
«Il privato in sanità, spesso collegato a società multinazionali e ad assicurazioni, in questo immobilismo e/o confusione legislativa trova terreno fertile, cresce e la fa da padrone. Per ridurre le liste di attesa dobbiamo puntare sul sistema sanitario nazionale pubblico, il Governo Centrale deve investire con fondi più cospicui e vincolati per le Regioni che hanno già progetti obiettivi sperimentali e qualificati. Puntiamo, innanzitutto a valorizzare seriamente i lavoratori del settore (medici, operatori sociali e sanitari, amministratori, etc.). Ci vuole coraggio e responsabilità istituzionale – conclude Ludovico Abbaticchio – noi ci siamo».

Liste di attesa, Abbaticchio: “Governo risponda”
