Saldi vendite commercio

Il budget medio per i saldi sarà di 267 euro a persona ma il 56% dei consumatori deciderà al momento

Tra oggi e venerd’ 5 gennaio partiranno i saldi invernali in tutta Italia, i consumatori attendono il grande appuntamento commerciale e quattro italiani su dieci hanno già pianificato di comprare con i saldi prevedendo un budget medio di 267 euro a testa. Le temperature miti registrate tra ottobre e dicembre hanno però ridotto del 46% gli acquisti delle collezioni autunno-inverno.

Questo è il quadro che emerge da un sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti sui saldi, integrato da una survey condotta sulle piccole e medie imprese associate a Fismo (associazione dei negozi di moda Confesercenti).

Cosa si compra.

Chi vuole sfruttare i saldi si concentrerà soprattutto sulle calzature ma anche maglioni e felpe andranno a ruba. Seguono poi l’intimo, gonne o pantaloni, magliette, canottiere, top, camicette e capispalla. Il 19% delle persone cercherò una borsa ed il 17% un abito o completo. Non mancheranno acquisti per biancheria per la casa, cappelli e altri accessori come cinture, piccola pelletteria, portafogli e portacarte.

Chi compra.

Buona parte di coloro che acquisteranno lo faranno entro domenica 7 gennaio, la maggior parte prevede un budget di circa 267 euro a testa ma il 38% prevede di spendere meno di 150 euro. L’inflazione pesa ancora sui bilanci familiari e quindi l’acquisto in saldi diventa meno impulsivo e più ragionato.

Dove si compra. 

Si comprerà principalmente nei negozi fisici scelti dall’83% delle persone che vogliono più garanzie presso un punto vendita fisico. L’85,5% delle medie e piccole imprese del commercio moda parteciperà ai saldi anche se il cambiamento climatico ha inciso sulle vendite segnando un calo drastico dei consumi per i prodotti delle collezioni autunno-inverno.

Fismo: spostare la data di avvio. 

“Bisogna rivedere le norme che disciplinano le vendite di fine stagione”, commenta Beniamino Campobasso, Presidente nazionale di Fismo Confesercenti. “I saldi iniziano in un periodo eccessivamente precoce rispetto al fine stagione, laddove, se si espletassero nel giusto periodo, rappresenterebbero un’occasione di grande interesse economico, sia per gli operatori commerciali che per i consumatori. Le piccole e medie imprese del commercio non hanno un sufficiente lasso di tempo per commercializzare le merci a prezzo pieno, e si vedono costrette a svendere a saldo per seguire l’onda dettata da GDO e commercio on line”.

“A ciò si aggiunge il fatto che le condizioni climatiche, con le temperature praticamente estive che si sono protratte durante tutto il periodo autunnale, hanno pesantemente condizionato negativamente il lancio della vendita di capi invernali: la stagione fredda, a quanto pare, arriverà solo dopo l’avvio dei saldi, con Burian. Per questo, come Fismo, continuiamo a chiedere di posticipare l’inizio degli sconti ad una data più vicina a quella della vera fine della stagione” conclude Campobasso. 

Saldi

www.impresaitaliana.net

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