Il presidente di Anima Confindustria, Pietro Almici, esprime forte preoccupazione per l’industria meccanica
Roma. «Quando le regole cambiano a giochi fatti non è solo un problema economico. È una questione di fiducia. E la fiducia, una volta incrinata, mette a rischio la capacità delle imprese di programmare, innovare e contribuire alla crescita del Paese».
Lo dichiara Pietro Almici, presidente di ANIMA Confindustria che chiede al Governo di ripristinare gli impegni assunti con le imprese che nel 2025 hanno investito nel Credito d’imposta 5.0 e che oggi si trovano dinanzi ad un taglio del 65% del credito richiesto.
Il taglio del Governo avrebbe effetto retroattivo e riguarderebbe, dunque, investimenti già realizzati.
«A questo si aggiunge l’esclusione degli investimenti in energie rinnovabili, compresi gli impianti fotovoltaici ad alta efficienza iscritti nel registro ENEA, in un momento in cui la sicurezza energetica e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili sono tornate priorità strategiche per l’Europa – scrive Anima Confindustria – A novembre il Governo aveva fornito rassicurazioni precise alle imprese “esodate” del 5.0: i progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni originarie. Quelle parole hanno guidato le scelte di molte aziende, che hanno continuato a investire confidando nella stabilità del quadro normativo».
«Chiediamo al Governo di ripristinare gli impegni assunti entro il passaggio parlamentare. ANIMA Confindustria è – continua il presidente Almici – pienamente disponibile al confronto. L’industria meccanica italiana ha sempre creduto nel dialogo con le istituzioni e nel valore della collaborazione pubblico privato. Ma il punto di partenza deve essere chiaro: gli impegni presi con chi ha investito in buona fede vanno rispettati».


