Giuseppe Lorubio presidente Assotermica - Anima Confindustria

Giuseppe Lorubio, presidente di Assotermica: “Clienti confusi, si avvii dibattito serio e costruttivo”

Roma. Il comparto industriale dei generatori di calore è un settore importante per il nostro paese che però ha conosciuto una contrazione significativa nel 2025 con ben 140 mila unità in meno vendute. La riduzione ha interessato soprattutto il segmento delle caldaie domestiche che rappresentano il core business delle aziende del comparto.

«La spiegazione di quanto accaduto credo sia abbastanza semplice, veniamo da una stagione alimentata dal Superbonus e che, dunque, aveva visto una forte crescita delle vendite. Oggi è finita la spinta del Superbonus ed in più vi è stata anche una decisione normativa che è stata presa in Europa a seguito dell’introduzione delle famose politiche dei Green Deal volute dalla Commissione Europea. Si è deciso che si sarebbe dovuto sospendere l’incentivazione delle caldaie a gas, questo chiaramente si è riflesso immediatamente nelle vendite» afferma il dottor Giuseppe Lorubio, presidente di Assotermica, in occasione del Talk di Impresa Italiana “Caldaie, imprese italiane del settore a rischio”

«E chiaro anche un’altra cosa – dichiara – i numeri sono in calo ma si vendono comunque ancora centinaia di migliaia di caldaie a gas perché è evidente che la caldaia resta comunque agli occhi del cliente una soluzione impiantistica conosciuta, affidabile, che appunto porta a un risparmio di energia».

L’Italia è in difficoltà, il mercato interno non riesce a sostenere il ricambio tecnologico degli impianti esistenti. Vi sono circa 9 milioni di apparecchi obsoleti che sono meno efficienti rispetto alle soluzioni di oggi e questo comporta un impatto energetico e ambientale elevato.

«Abbiamo necessità di capire qual è il percorso che noi vogliamo dare all’Italia, perché è chiaro che il rinnovamento degli impianti c’è stato in parte ma se vogliamo raggiungere i famosi obiettivi che ci siamo dati bisogna partire quanto prima. Il Superbonus ha dato una mano, credo che ormai sia un po sdoganato e sia stato anche certificato in qualche modo dagli enti competenti tipo Enea, però diciamo che siamo ancora lontani dagli obiettivi che ci dà la direttiva europea al 2030 e ancora di più da quelli che saranno gli obiettivi al 2040 – continua Lorubio – Quindi crediamo che sia fondamentale accelerare comunque sulla sostituzione degli impianti senza demonizzare la caldaia gas».

Il calo delle vendite è un campanello d’allarme non solo per quanto riguarda l’aspetto occupazionale, il comparto occupa migliaia di addetti, ma anche per l’efficientamento del patrimonio edilizio italiano.

«Sono fiducioso, resto fiducioso del fatto che il Green Deal comunque non è morto, va semplicemente ricalibrato – afferma il presidente di Assotermica – abbiamo iniziato a vedere da questo punto di vista le prime crepe nell’edificio del Green Deal. Dico che serve meno ideologia e più pragmatismo fondamentalmente e serve dare messaggi chiari ai clienti che sono confusi perché chiaramente se la politica un giorno dice la pompa di calorie è una soluzione fondamentale, domani no, poi la caldaia va ancora bene o anche meglio, è chiaro che si crea confusione».

«Mi aspetto un dibattito serio e costruttivo – conclude – Il Governo italiano apra una sorta di tavolo di confronto con tutti gli operatori in modo tale che si possa portare un po’ tutti il proprio punto di vista».

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Impresa Italiana

Caldaie, Assotermica: “Imprese italiane a rischio, serve un tavolo di confronto con il Governo”

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Di Redazione

La Redazione è diretta da Gaetano Fioretti, giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti, che ha scritto su varie testate giornalistiche digitali e cartacee ed attualmente collabora con il Corriere del Mezzogiorno oltre ad essere direttore di Impresa Italiana (https://www.impresaitaliana.net/)

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