Mario Conserva, Segretario Generale di FACE: “Industria europea al punto di rottura a causa di un sovraccarico di 1,8 miliardi di euro l’anno dovuto ai costi dell’alluminio”
FACE, Federation of Aluminium Consumers in Europe, e l’università LUISS hanno condussero uno studio dal quale emergeva che il costo extra a carico dell’industria europea per effetto del dazio all’import di metallo grezzo ammontava ad oltre 1 miliardo di euro l’anno e oggi la situazione peggiora drasticamente a causa dei costi dell’alluminio grezzo che non viene più prodotto in Europa.
«Con le quotazioni dell’alluminio al London Metal Exchange (LME) che hanno raggiunto i 3.600 euro e vedono avvicinarsi quota 4.000, il sovraccarico di costi per l’industria europea rischia di esplodere fino a 1,8 miliardi di euro l’anno» ha dichiarato Mario Conserva, Segretario Generale di FACE, sottolineando una pressione finanziaria che sta producendo forti tensioni sul comparto manifatturiero globale dell’alluminio.
«Ricordiamo che questa tariffa è ormai un’impropria tassazione sulle materie prime, è un sussidio nascosto per alcuni privilegiati componenti della filiera, ma un sovrapprezzo per il mercato a valle di trasformazioni, lavorazioni ed impieghi, per un valore medio tra gli 80 e i 100 euro per tonnellata, un fardello che negli ultimi vent’anni ha reso l’industria europea strutturalmente più vulnerabile – continua – Questa ormai ultrazavorra economica per tutto il downstream europeo dell’allumino, che vale l’85% del fatturato totale della filiera alluminio in UE, e che resiste e persiste da decenni alle richieste di cancellazione, rischia sicuramente di amplificare l’impatto degli shock globali, dalla crisi Covid alla guerra in Ucraina, fino alle più recenti tensioni geopolitiche».
Secondo Face il sistema produttivo europeo dipende dalle importazioni di metallo primario per l’85% e le tariffe doganali sulla materia prima indeboliscono la filiera a valle mentre la competizione globale si fa sempre più aggressiva.
«La responsabilità della Commissione UE, dei governi degli Stati membri e delle lobby pro-dazi ai costi dell’import della materia prima è chiara – conclude Conserva – per anni hanno sostenuto e difeso quello che nei fatti è un sussidio occulto attraverso il dazio all’import di alluminio grezzo, indebolendo così l’intero sistema dell’industria europeo a valle del metallo leggero che oggi, con quel sovraccarico che sfiora gli 1,8 miliardi di euro, rischia conseguenze ancora più gravi per la tenuta produttiva. È necessario un immediato cambio di rotta: eliminare il dazio all’import della materia prima è una primaria via da percorrere per difendere la manifattura europea dell’alluminio».
