Dopo l’attacco israeliano in Irano il gas è aumentato del 4% mentre il petrolio dell’8%
Undici miliardi di euro in più per piccole e medie imprese italiane già nel 2025. Queste potrebbero essere le conseguenze dell’attacco israeliano in Iran secondo il Centro Studi di Unimpresa che valuta l’impatto potenziale di un rincaro medio annuo del 20% delle materie prime energetiche rispetto al 2024.
«Il rialzo improvviso del prezzo del gas e del petrolio, legato agli attacchi in Medio Oriente, conferma quanto le nostre economie siano ancora ostaggio della geopolitica energetica – afferma Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa – Le piccole e medie imprese italiane, che già fronteggiano margini ridotti e domanda debole, rischiano di subire un nuovo shock sui costi di produzione. Servono misure tempestive e una strategia europea che rafforzi gli stoccaggi, diversifichi gli approvvigionamenti e metta al riparo il tessuto produttivo da queste fiammate speculative».
Con una nota Unimpresa ha chiesto misure urgenti per arginare l’aumento dei prezzi di gas e petrolio, soluzioni da ricercare in una proroga dei crediti d’imposta, nella sterilizzazione degli oneri in bolletta ed in incentivi all’autoproduzione da fonti rinnovabili.
«Ogni escalation nell’area del Golfo si traduce in una spirale di rincari che colpisce famiglie e imprese. Oggi l’allarme non è solo per i listini alla pompa, ma per l’intero ciclo economico, dal costo dei trasporti alla filiera agroalimentare. L’Europa deve uscire da una posizione attendista e garantire un argine strutturale all’instabilità» ha concluso Spadafora.
Secondo il Centro studi di Unimpresa l’attacco israeliano in Iran, avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 giugno 2025, ha immediatamente innescato una reazione sui mercati delle materie prime. Il prezzo del gas naturale alla Borsa di Amsterdam è salito del 4%, toccando quota 37,60 euro al megawattora. Parallelamente, il greggio ha registrato un balzo ancora più pronunciato: il WTI ha guadagnato l’8%, salendo a 73,48 dollari al barile, mentre il Brent si è portato a 74,47 dollari (+7,37%).
