Per chi non collega i Pos ai registratori di cassa multe fino a 4 mila euro e in caso di violazioni gravi o ripetute è prevista anche la sospensione dell’attività
Finalmente un passo in avanti a tutela dei consumatori, delle casse dello Stato e dell’economia legale. A partire dal 1 gennaio 2026 gli esercenti avranno l’obbligo di collegare i Pos, strumenti di pagamento elettronico, ai registratori di cassa telematici e se non lo faranno sono previste multe salatissime, dai 1.000 euro ai 4 mila euro, ed in alcuni casi si potrà sospendere l’attività.
Sempre più spesso, soprattutto in determinati territori, commercianti “furbetti“, talvolta “semplici” evasori fiscali ma altre volte si tratta anche di personaggi collusi o vicini alla criminalità organizzata, negano ai consumatori il pagamento elettronico inventando scuse a cui ormai i cittadini hanno fatto il “callo”: Non funziona, non c’è internet, deve arrivare oggi, non ho il Pos.
Quest’ultima risposta non può che far rimanere scioccati considerando che da ormai due anni vi è l’obbligo dei Pos ed i negozianti non possono in alcun modo impedire al consumatore di pagare con carta. Eppure capita anche questo, ed è da qui che capiamo quanto arretrati siano ancora certi territori e quanto abbiano bisogno delle attività della Guardia di Finanza.
Tornando all’obbligo di collegare il Pos al registratore di cassa abbiamo chiesto maggiori delucidazioni al dottor Fabrizio Di Maria, dottore commercialista e amministratore della società LexCom&Labor stp srl che ha sede a Pomigliano d’Arco e si occupa di consulenza a 360 gradi seguendo clienti di tutta Italia.
È vero che il pos dal 1 gennaio 2026 sarà collegato alla cassa?
«Sì la legge finanziaria 2025 ha previsto il vincolo di collegamento tecnico tra gli strumenti di pagamento elettronico e registratori di cassa telematici, in tal modo il registratore potrà memorizzare le transazioni elettroniche e trasmettere all’agenzia delle Entrate l’importo complessivo dei pagamenti elettronici giornalieri acquisiti dall’esercente; questo finalizzato per aver maggior controllo sulla corrispondenza degli incassi ricevuti con corrispettivi comunicati dall esercente, per rendere più efficiente contrasto all evasione fiscale derivante mancata emissione scontrino fiscale».
Che multe ci saranno?
«Dalla normativa sono previste due tipologie di sanzioni. Innanzitutto vi è la sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 4.000, già prevista per l’omessa installazione degli apparecchi per l’emissione dello scontrino fiscale, che viene estesa anche nel caso di mancato collegamento dello strumento hardware o software utilizzato dall esercente per acquisire pagamento elettronico. Poi c’è la sanzione amministrativa di euro 100 per ciascuna omessa memorizzazione e trasmissione all’Agenzia delle Entrate, comunque entro il limite massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre».
Cosa cambia rispetto ad oggi?
«Oggi l’operazione di incasso Pos viene gestita in maniera manuale e separata dall’esercente, quindi a prescindere dalla corrispondenza o meno della registrazione fiscale dell’operazione. Non sarà più cosi dal 1 gennaio 2026, tale connessione garantirà che ogni pagamento elettronico ricevuto verrà automaticamente associato ad una registrazione fiscale, riducendo il rischio di omissioni o errori di trasmissione, quindi ulteriore strumento di controllo finalizzato al contrasto evasione fiscale derivante omessa emissione documento fiscale».
Si potrà sospendere l’attività per chi non ha pos o per chi non rispetta la normativa?
«Si è prevista, oltre a quelle su indicate, una sanzione accessoria che potrà essere comminata nei confronti dell’esercente in caso di violazioni gravi, o ripetute, che consiste nella sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività da un minimo di tre giorni fino ad un mese nei casi gravi.
